I polpacci possono essere scarsamente sviluppati a seguito di traumi avvenuti nell'infanzia, in conseguenza di poliomielite o, in alcuni casi, senza alcuna causa apparente. L'esercizio fisico, la corsa e la bicicletta rischiano di accentuare il difetto andando ad ipertrofizzare gli altri muscoli degli arti inferiori e contribuiscono a peggiorare la situazione dal punto di vista psicologico. L'uomo o la donna interessati vengono spesso condizionati nella normale vita di relazione evitando di esporre le gambe durante l'estate e nella vita sportiva. La correzione di polpacci troppo piccoli migliora l'armonia del corpo ed il proprio senso di autostima; i risultati sono generalmente molto soddisfacenti sia per il paziente che per il chirurgo.
Il trattamento può essere intrapreso al termine dello sviluppo. La visita consente di valutare la situazione locale della cute, lo spessore del tessuto sottocutaneo e le condizioni dei fasci muscolari, oltre che all'entità del problema in rapporto agli arti inferiori ed alla costituzione complessiva dell'interessato. E' bene valutare attentamente anche eventuali asimmetrie. E' molto importante considerare anche le aspettative dell'interessato che possono condizionare le scelte terapeutiche.
Le possibili opzioni consistono nell'inserimento di filler che vengono iniettati con siringhe senza necessità di effettuare un vero e proprio intervento chirurgico oppure nell'inserimento di protesi.
Fra i filler è bene evitare quelli non riassorbibili che possono spostarsi col tempo, a volte superficializzarsi ed eventualmente provocare ulcerazioni della pelle. Possono essere utilizzati invece filler riassorbibili tipo acido ialuronico a lento riassorbimento che hanno comunque l'inconveniente di necessitare perlomeno un secondo trattamento a distanza di sei mesi- un anno.
Le protesi di polpaccio sono costituite da un gel di silicone di consistenza diversa rispetto a quelle mammarie e sono di dimensioni, forme e volumi vari al fine di correggere difetti diversi in persone di corporatura differente. Vengono generalmente posizionate sul versante mediale o laterale del polpaccio per accentuare e definire il contorno oltre che per aumentare la circonferenza del polpaccio stesso. Nei casi più gravi può essere opportuno, pur con rischi un po' aumentati, inserire contemporaneamente due protesi, una medialmente ed una lateralmente per ottenere un risultato più significativo.
L'intervento chirurgico può essere effettuato in anestesia spinale o in anestesia generale sia in regime di day hospital senza degenza notturna sia in casa di cura con degenza di una notte.
L'incisione, di pochi centimetri, viene posizionata posteriormente nella piega del ginocchio e consente di allestire una tasca al di sopra dei muscoli dove viene inserita la protesi. E' molto importante disegnare accuratamente prima dell'intervento, con il/la paziente in piedi, la posizione per evitare asimmetrie successive. E' sufficiente una medicazione modellante non compressiva.
Viene somministrata una profilassi antibiotica perioperatoria ed una profilassi antitromboembolica viene proseguita per 15 giorni.
Nelle 48 ore successive all'intervento di aumento del volume dei polpacci è necessario rimanere a riposo con gli arti inferiori sollevati. Un gonfiore delle gambe e delle caviglie, associato ad ecchimosi, è normale per circa una settimana. Nella prima settimana postoperatoria può essere presente dolore che viene comunque eliminato da una corretta terapia analgesica per os.
A partire dal terzo giorno, è opportuno alzarsi utilizzando delle stampelle per evitare il pieno carico sulle gambe che, oltre a provocare dolore, potrebbe determinare anche una dislocazione delle protesi. La ripresa della normale attività lavorativa e sociale avviene dopo 10-15 giorni evitando comunque attività faticose, saune, bagni turchi e l'esposizione al sole.
Dopo circa un mese dall'intervento chirurgico, è possibile riprendere a svolgere tutte le normali attività compresa quella sportiva.
Oltre alle possibili, seppur rare, infezioni, possono aversi ematomi nelle prime giornate postoperatorie. L'eventuale malposizione delle protesi è generalmente prevenuta dal disegno preoperatorio, ma può verificarsi anche a seguito delle sollecitazioni muscolari. Se lo spessore del tessuto sottocutaneo è modesto, è possibile apprezzare la protesi soprattutto nella porzione più inferiore ed è opportuno segnalare al paziente questa eventualità.